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giovedì 29 ottobre 2009

Utente Medio 17 - La promozione 4x3 e il mese omaggio

Paghi 3 e prendi 4 !
In palestra fino a qualche settimana fa abbiamo ideato un tipo di promozione volta alla fidelizzazione della clientela. Se entro una certa data vengono pagati anticipatamente 3 mensilità si riceve in omaggio il quarto mese.
Mi sembra chiarissimo il messaggio ed allo stesso tempo, se si è un tipo che si allena costantemente ogni mese, non c’è da riflettere tantissimo e pagare perché il vantaggio è palese.
Molti hanno usufruito di questa opportunità ma altri mi hanno fatto delle domande talmente assurde che apparentemente sembravano finte.
Domande da UTENTE MEDIO che qualche volta erano solo il mezzo per dare una scusa alla propria mente che giustifichi un’ulteriore rimandare il giorno dell’iscrizione.

“Mi scusi – disse una signora – vorrei aderire alla promozione 4x3 ma mi chiedevo se fosse possibile pagare oggi e fare prima il mese gratuito e poi i 3 mesi pagati”.

Non risposi nulla, sinceramente, ma avrei tanto voluto dirle: “Signora può fare come meglio desidera. Un giorno gratis e l’altro pagato, una settimana gratis e l’altra compresa nel prezzo, potrebbe addirittura allenarsi e nei 4 mesi usufruire di 30 giorni gratuiti scelti da lei a piacere!

Se meglio preferisce potrebbe anche pagare i giorni che resta a casa e allenarsi per 4 mesi gratis quelli che decide di dedicare alla palestra. In ultimissima ipotesi potrebbe anche pagare i 3 mesi e starsene comodamente sul divano di casa sua aspettando il mese di palestra gratuito”.

Questo è solo l’episodio più eclatante, ma ce ne sono tanti più piccoli e curiosi ma allo stesso tempo inverosimili.

“Scusami, questa è una palestra vero ? – disse un ragazzo frettoloso - Ma se mi alleno 1 volta a settimana e pago 3 mesi anticipati, ho lo stesso il mese “regalato” oppure non mi spetta ?”.

“Io non posso venire questo mese, - disse una ragazza evidentemente indaffarata dovrei iniziare fra 30giorni perche mio padre …bla bla bla…e poi perché a scuola non ….bla bla bla….e gli amici hanno deciso di …bla bla bla….So che la promozione scade tra 2 giorni. Posso sfruttarla lo stesso se vengo a pagare tra un mese e faccio finta di aver già fatto il mese gratis?”

Poi un pomeriggio una donna che non aveva mai fatto del fitness, nemmeno camminando da un negozio all’altro del centro, entra in sala attratta dalla parola GRATIS sul cartello esposto all’ingresso e mi chiede seriamente: “ Mi può spiegare in cosa consiste il mese omaggio?”

Inspiegabile è il fatto che a fare questo tipo di osservazioni sono persone che hanno avuto molto successo nel loro campo lavorativo e sono dottori, avvocati, professori universitari.
Strano è il fatto che quando sono fuori dal loro acquario di competenza sembrano davvero dei pesci privi di logica e buon senso.
Come sempre dico a conclusione di un mio racconto sull’ UTENTE MEDIO, io non derido coloro che si dimostrano tali ma ironizzo per avvicinare la gente a questo mondo e renderlo più vicino alla realtà di tutti i giorni più di quanto si pensi.

martedì 27 ottobre 2009

La tecnica del metodo "REST PAUSE"

E’ una tecnica di allenamento utile per aumentare l’intensità dentro la serie. E’ sconsigliata per i principianti e nei programmi di allenamento elaborati dopo una pausa (vacanze – malattia ecc.). Per rendere al meglio e di conseguenza dimostrare un effetto stimolante sulla massa muscolare, deve essere utilizzata nelle serie finali di ogni distretto muscolare.
Esempio: allenamento dei muscoli pettorali, totale 12 serie per 6/8 ripetizioni.
Si consiglia la tecnica rest pause per le ultime 2/6 serie.
La differenza tra due a sei è condizionata dal livello di allenamento dell’atleta. Sostanzialmente, a quale rapporto intensivo l’atleta è adattato. Nel caso di un soggetto che inizia ad utilizzare le tecniche di allenamento utili ad implementare il rapporto intensivo, si consiglia di limitare le serie addizionate da ripetizioni rest pause, ad un massimo di due serie, delle circa dieci/dodici totali. Il numero di ripetizioni rest pause, per ogni serie che le contiene, dovrebbe essere limitatato ad un massimo di due.
L’aumento di intensità, attraverso le tecniche di allenamento specifiche, condizionerà un graduale aumento del numero di ripetizioni rest pause e di serie realizzate con l’utilizzo di questa tecnica, attraverso un andamento armonico, graduale e nel rispetto dei fisiologici tempi di adattamento allo stress d’allenamento. L’esagerazione per eccessivo entusiasmo spesso genera sovrallenamento.
Una regola importantissima, prevede proporzione inversa tra volume di lavoro (numero di serie totali ed intensità dentro la serie, in questo caso, corrispondente alla quantità di ripetizioni rest pause). L’aumento d’intensità allenante richiederà la diminuzione del numero totale di serie (volume di lavoro). Più ripetizioni “over”, meno volume di lavoro (numero di serie).
Volume ed intensità, in un buon programma di allenamento, sono sempre inversamente proporzionali.

COME SI ESEGUE LA TECNICA REST PAUSE?
In una serie l’atleta dovrà prima realizzare tutte le ripetizioni possibili, con impegno e determinazione. L’ultima ripetizione sarà vicina all’isometrica. (quando il movimento rallenta per sfinimento muscolare fino quasi a fermarsi). E’ impossibile procedere con la serie dopo un blocco isometrico, segue sempre una vittoria del peso sui muscoli. Infatti, non è possibile proseguire con le ripetizioni in una serie quando il numero di unità motorie non sfinite, è inferiore al numero minimo utile a vincere la resistenza selezionata. Facciamo un esempio con l’esercizio: distensioni su panca piana. Ipotizziamo che il carico selezionato sia l’85% del massimale. Il numero di unità motorie indispensabili per vincere la resistenza sarà dell’85%, con minimi margini d’approssimazione. Dopo circa 6/7 ripetizioni il numero di unità motorie non sfinite (scaricate energicamente – ATP), sarà inferiore all’85%. Ipotizziamo l’80%, circa. A questo punto non è più possibile eseguire ripetizioni. E’ proprio a questo punto che la tecnica rest pause potrà essere adottata.

LA TECNICA REST PAUSE si effettua inizialmente rilassando parzialmente i muscoli principalmente coinvolti nell’esecizio (pettorali – tricipiti). Per le distensioni su panca consiglio al termine della fase attiva, a muscolo accorciato, allo scopo di fornire comunque una protezione muscolare all’articolazione scapolo omerale. Pochi secondi saranno sufficienti affinché alcune cellule muscolari possano ricaricarsi. (ATP – ADP – rest pause - ATP). A questo punto, per effetto di una parziale ricarica, la percentuale di fibre muscolari disponibili sarà superiore all’85% e quindi possiamo continuare l’allenamento, realizzando una successiva ripetizione, allungando quindi la serie. La tecnica può essere ripetuta nella stessa serie solo da atleti particolarmente motivati e con un fisico sufficientemente adattato a questi livelli intensivi. Per questo motivo consiglio di limitare le ripetizioni eseguite attraverso la tecnica rest pause, ad una per la prima settimana, due per la seconda settimana ed un massimo di tre dalla terza settimana in poi. E’ una tecnica studiata per atleti avanzati e non principianti.
Resta inteso che con l’aumentare delle ripetizioni rest pause, diminuirà il numero delle serie totali. E’ un grave errore aumentare sia l’intensità sia il volume di lavoro, l’effetto sarà, inevitabilmente, una condizione di sovrallenamento.

CHE BENEFICIO DERIVA DALL’ALLENAMENTO REST PAUSE?
L’obiettivo è di stimolare i distretti muscolari in modo straordinario.
Solo un messaggio stimolante insolito, produrrà effetti di rilievo. L’ipertrofia muscolare è l’effetto di stimolazioni straordinarie. E’ un’alterazione anatomico funzionale, di carattere dinamico evolutivo.
L’obiettivo è di sfinire un muscolo ad un livello superiore, registrato all’ultima ripetizione “normale”, prima della tecnica rest pause. Il recupero di poche fibre durante i secondi di riposo, è seguito da uno sfinimento superiore. Perché questo succeda è necessario calibrare il tempo di pausa, che posso indicare, con limitati margini d’approssimazione, fra 2 e 5 secondi. Una sosta eccessiva consentirebbe la ricarica di troppe fibre muscolari, vanificando le ripetizioni successive. Per portare a termine questa tecnica è richiesta una buona concentrazione, una motivazione straordinaria e determinazione. .......fonte: body-shop.it

domenica 25 ottobre 2009

La CAFFEINA. Ottimo "bruciagrassi" ma...

La caffeina appartiene chimicamente ad un gruppo di sostanze chiamate "purine" (il termine chimico è 1,3,7-trimetilxantina), presenti in natura nei chicchi di caffè, nelle foglie di tè, nella cioccolata, nel cacao e nei semi di cola (una pianta africana).
La caffeina viene spesso aggiunta nelle bevande gassate ed in molti farmaci o integratori vendibili senza ricetta. In natura esistono ben sessantatre specie di piante contenenti caffeina.

Effetti della caffeina
Anche se gli effetti ergogenici della caffeina non sono ancora stati pienamente chiariti, sembra ormai certo che essi siano mediati dalla liberazione di catecolamine. Questi ormoni sono chiamati rispettivamente adrenalina e noradrenalina oppure epinefrina e norepinefrina. La loro azione, massima durante uno spavento o uno sforzo improvviso ed intenso, agisce sia a livello centrale che periferico.

Per preparare il corpo a sostenere questo grosso impegno psicofisico le catecolamine:
- aumentano il flusso coronarico (maggiore apporto di sangue al cuore)
- aumentano la gittata cardiaca (maggiore apporto di sangue ai tessuti)
- aumentano la pressione arteriosa sistolica
- aumentano il flusso ematico muscolare, renale e cutaneo
- aumentano il metabolismo
- aumentano la produzione di glucosio (glicogenolisi) e la lipolisi
- bloccano i recettori dell'adenosina delle cellule adipose e di quelle nervose

La caffeina favorisce pertanto l'utilizzo di grassi come carburante, risparmiando le riserve glucidiche; aumenta il metabolismo corporeo favorendo il dimagrimento (viene spesso associata a prodotti dimagranti o anti cellulite); produce effetti analgesici nel sistema nervoso centrale, diminuendo anche la percezione di fatica e migliorando la velocità di reclutamento delle fibre nervose.
Dieta e caffeina

Assunzione di caffeina
Per massimizzare gli effetti positivi si consiglia di assumere dai 3 ai 6 mg di caffeina per Kg di peso corporeo, dai 180 ai 75 minuti prima della competizione sportiva. Piccole dosi possono essere assunte anche durante prestazioni di endurance, per esempio in vista del traguardo.
Considerata la grande variabilità individuale è buona regola sperimentare l'utilizzo di caffeina in allenamento, evitando di assumerla nei tre giorni che precedono la competizione. A causa dei possibili effetti collaterali si raccomanda di consultare un medico prima dell'uso.

Effetti indesiderati
L'assunzione di caffeina non è priva di rischi, soprattutto per coloro che normalmente evitano di assumerla con la dieta. In soggetti particolarmente sensibili alla sua azione, effetti collaterali anche importanti compaiono già a dosi moderate (due tazzine di caffé).
I classici sintomi da eccessiva assunzione di caffeina comprendono: eccitazione smodata, emicrania, insonnia, tremori, irritabilità. La caffeina favorisce la perdita di liquidi (effetto diuretico) e deve pertanto essere assunta insieme a bevande, mantenendosi ben idratati durante tutta l'attività fisica.

fonte: my-personaltrainer.it

venerdì 23 ottobre 2009

Body building tra massa e qualità muscolare...e i falsi miti

Il culturismo, anche chiamato body building (letteralmente costruzione del corpo), è uno sport che mira principalmente a sviluppare la massa muscolare attraverso una combinazione di esercizi specifici.
L’alimentazione è una componente importante e varia in base a diversi fattori tra cui gli obiettivi prefissati.



Se non si utilizzano sostanze dopanti, rimanendo quindi nell’ambito cosiddetto Natural, l’apporto proteico NON deve essere abbondante come da pensiero popolare filo “riviste specializzate”, dove sono descritte diete impossibile di atleti fuori dalla genetica. Bisogna trovare la giusta combinazione di proteine-carboidrati-grassi. Le quantità di carboidrati e grassi fondamentalmente variano in base agli obiettivi. Non c’è necessità di consumare quantità industriali di carne bianca e non c’è bisogno di spendere un patrimonio per alimentarsi in maniera idonea.

Non dobbiamo confondere il body building con i concorsi per uomini forzuti (parlo del Powerlifting) nei quali l’unico parametro di valutazione è la forza. Sebbene vi sembra che ci siano somiglianze tra queste discipline, il body building comporta notevoli differenze in termini di obiettivi, dieta e formazione. Piuttosto che cercare lo sviluppo della forza massimale, i culturisti cercano la perfezione estetica aldilà dei volumi; un culturista non deve essere per forza immenso. Esistono diverse categorie di culturisti e diverse preferenze. Bruce Lee, ad esempio, era un cultore del fisico, un vero appassionato di body building, nonostante non avesse una muscolatura da Mr. Universo.

La forma e la consistenza dei muscoli, la qualità muscolare, diventano molto più importanti dei semplici volumi, soprattutto per chi ha già acquisito una buona esperienza. Sono parametri che comportano grande dedizione e studio. Con ciò si intuisce che non c’è niente di improvvisato: la progettazione è la base di tutto.
Un aspetto fondamentale spesso ignorato da molti è il recupero, inteso come ore di sonno. E’ proprio durante il sonno che avvengono i processi di ricostruzione muscolare. Per stimolare la crescita muscolare (ipertrofia) bisogna rispettare questi quattro punti:

1. alimentazione equilibrata (se necessario, compensare eventuali deficit con un’integrazione razionale; chi utilizza sostanze dopanti necessiterà di maggiore proteine rispetto ad un atleta Natural)
2. allenamento specifico (dare il massimo ad ogni seduta e cercare il dolore muscolare, che in genere si presenta 1 o 2 giorni dopo le sedute di allenamento,o workout. Meglio progettare un allenamento con varianti ogni 3 settimane circa)
3. riposo inteso come precedentemente descritto
4. l’idonea sincronizzazione di questi 3 punti.

La dieta di un bodybuilder è composta generalmente da 5-6 pasti al giorno; niente di strano! Anche i dietologi consigliano a chi vuole dimagrire 5 pasti al giorno (3 pasti e 2 merende)! Ogni pasto è consumato ad intervalli di 2-3 ore. Questo permette di migliorare l'assorbimento dei nutrienti ed aumenta il metabolismo basale. Ciò è applicabile anche per chi vuole perdere peso; ovviamente cambieranno almeno le quantità di cibo.
Il periodo cosiddetto di massa, che finora ho definito con il termine “volumi” è paradossalmente la fase più semplice da raggiungere.........fonte: discobolo.it

mercoledì 21 ottobre 2009

Utente Medio 16 - Simona temeva gli attrezzi miracolosi

Come ormai tutti sanno, io definisco UTENTE MEDIO, tutte quelle persone che si approcciano per la prima volta al mondo del fitness o che lo fa saltuariamente.
Qualcuno invece è già dentro da parecchio tempo ma non riesce a smantellare dalla sua mente tutte quelle credenze limitanti che contribuiscono a sviluppare tanti preconcetti in merito ai metodi di allenamento.

Questa storia che adesso vi racconto è davvero accaduta e per questo userò un nome inventato per indicare la protagonista.

Una ragazza passa dalla palestra i primi giorni di apertura dopo la pausa estiva.
Prima mi chiede informazioni di ogni genere sullo spinning, sulla fit box e sulla sala attrezzi, poi giustamente passa alle domande sui costi. Si ferma al bancone all’ingresso e riflette ad alta voce:”Si ma se io vengo il pomeriggio poi ho lezione all’università. Il Mercoledì non potrei venire ma la domenica si. Credo che pagare il trimestrale non mi convenga se dovessi venire 2 volte a settimana e invece se dovessi fare gli ingressi avrei problemi se dovessi allenarmi ogni giorno”.
Io cerco di seguirla nelle sue evoluzioni mentali e mentre si sta allontanando , guadagnando l’uscita, prima di varcare la soglia dice:”Devo dire che è davvero una bella struttura, i prezzi sono molto competitivi. Mi voglio iscrivere per dimagrire i fianchi e la pancia. Devo tonificare le braccia e l’interno coscia. Non voglio mettere i muscoli. Adesso non ho i soldi con me, ma torno più tardi e cominciamo”.

Dopo qualche giorno Simona ritorna.
Entra nuovamente in palestra ed ancora con il fiatone per la corsa fatta per arrivare dall’altra parte della strada, mi dice:”Ma a che ora chiudi?”
Io le dico che di li a 1 ora avrei abbassato le serrande.
Lei stranita fa una faccia stufata e mi domanda una cosa che non centra nulla con la prima parte della conversazione:” Scusami ma di che marca sono gli attrezzi?”
Stavo per risponderle mentre nella mia testa pensavo cosa per lei potesse cambiare se erano della Technogym , Panatta o Teca .
Non feci in tempo ad aprire bocca che lei disse :”Ti faccio questa domanda perché con gli attrezzi di qualche anno fa, ingrassai invece di dimagrire. Ogni volta che mi allenavi i muscoli aumentavano!”
Dentro di me pensavo che se fossero davvero esistiti attrezzi di questo tipo li avrei comprati tutti ed avrebbero fatto la mia fortuna .

Già immaginavo lo spot pubblicitario : un mese 300 euro e muscoli garantiti !!
“Non sono le macchine isotoniche che determinano il risultato –dissi io- ma è come queste vengono fatte utilizzare”.
Simona ancora una volta se ne va e non si iscrive.
Una sera la incontro casualmente per strada ed incomincia, subito dopo avermi salutato, a giustificarsi:”Sai non mi sono ancora iscritta perché ho avuto una serie di problematiche assurde. Poi dovevo andare a due cene di laurea dove sapevo di dover mangiare tanto e non valeva la pena allenarmi inutilmente. Adesso sono determinata e penso di iniziare Lunedì!”.
Fui costretto ad ascoltarla anche se alla fine non era costretta a doversi giustificare.

Imperterrita tornò un Lunedì. Non quello che sarebbe dovuto essere ma uno qualsiasi.Entrò in palestra ancora una volta e mi disse:” Ricapitolando, se dovessi iniziare adesso cosa mi faresti fare? E’ vero che mi faresti allenare poco per volta senza fare tutto oggi?”
Senza risponderle a voce, facevo qualche cenno con il capo e nel frattempo stavo iniziando a prendere i dati per effettuare l’iscrizione.
“Sai non è facile per me iniziare – disse Simona – Ero abituata a fare tante ore al giorno di allenamento. Adesso fare le cose elementari mi deprime”.
Si iscrisse e non si allenò quel giorno e neppure il giorno dopo ma nemmeno la settimana dopo. Tutt’oggi la stiamo ancora aspettando….per rinnovare il mensile visto che è scaduto !!

martedì 20 ottobre 2009

Problemi di "mal di schiena" ? Ecco cosa pare per evitarlo

Se dopo aver praticato il tuo sport preferito avverti un dolore acuto nella parte bassa della schiena, il tuo problema molto probabilmente ha un nome: lombalgia da sforzo.
Cosa fare per evitarlo?
Basterà qualche piccolo accorgimento per fare gli esercizi in modo corretto ed evitare in futuro inutili e fastidiosissimi mal di schiena.

Se usi i pesi
1. Non sollevare mai un peso da terra a gambe unite, ma fletti sempre leggermente le ginocchia.
2. Evita in posizione supina di alzare le gambe tese zavorrate di cavigliere, perché determina un superlavoro ai muscoli lombari. Per non rischiare allena gli addominali bassi con il classico crunch.
3. Sollevare pesi in alto sopra le spalle e di lato a braccia tese stando in piedi, può provocare forti dolori di schiena. Per evitare problemi, fai le alzate per le spalle tenendo la schiena ben aderente a una parete oppure, per le alzate laterali, in posizione seduta, appoggiando il busto a una panca inclinata.

Se fai aerobica
1. Durante la lezione evita di saltare sui talloni, ma appoggia il piede in modo uniforme, eviterai di dare grossi contraccolpi alla schiena.
2. Concentrati più che puoi sulla corretta esecuzione dei movimenti

Se corri
1. I contraccolpi tipici della corsa possono, a lungo andare, far male alla schiena. Correre sempre e solo su terreni duri come l'asfalto non fa altro che accentuare questi effetti negativi. Se possibile, prediligi terreni morbidi (erba, sterrato, sabbia).
2. Per evitare dolori è indispensabile che il piede appoggi su tutta la parte anteriore della pianta e non solo le punte o il tallone.
3. Scegliete scarpe con una suola flessibile e ben ammortizzata.
4. Evitate le corse in discesa, soprattutto per lunghi tratti, fanno malissimo alla schiena.

Se usi la bicicletta
1. Mantenere a lungo una posizione eccessivamente inclinata in avanti, come avviene sulle bici, può determinare un sovraccarico dei muscoli lombari, e quindi dar luogo a pericolosi mal di schiena. Per evitarlo, cerca di rendere la posizione più adatta modificando il tuo assetto fino a quando hai trovato quello giusto per te.
2. Per migliorare la posizione sposta un po' in avanti la sella.
3. Concedi un po' di riposo al tuo organismo, praticando altri sport (come per esempio il nuoto), che evitano di irrigidire e sovraccaricare la zona lombare.

Ricorda sempre, dopo qualsiasi attività, di eseguire accurati esercizi di stretching.

fonte: bellezza.it

domenica 18 ottobre 2009

Facebook altera il funzionamento del sistema immunitario

Brutte notizie per i milioni di appassionati di Facebook di tutto il mondo.
Stare attaccati allo schermo del pc per ore e ore, scambiando messaggi, foto e quant’altro, diminuendo i contatti con il mondo reale a favore delle relazioni virtuali, espone ad un pericoloso isolamento che può creare seri problemi alla salute.
Non stiamo parlando di eventuali problemi alla schiena a causa di posture scorrette, né di tunnel carpale da superuso di mouse, o problemi circolatori alle gambe da sedentarietà, ma di patologie molto molto più serie. A metterci in guardia é uno studio dello psicologo britannico Aric Sigman appena pubblicato sulla prestigiosa rivista "Biologist", che sottolinea come questo fenomeno possa alterare il funzionamento dei geni e la risposta del nostro sistema immunitario alle minacce esterne.
Col risultato che malattie come ictus, demenza e persino il cancro hanno la strada più spianata verso la conquista del nostro organismo.
Dunque, i social network come il popolarissimo Facebook e altri, progettati per unire le persone, non solo le allontanano, rendendo i contatti fisici e reali meno indispensabili, ma le fanno anche ammalare.

209 geni alterati
— In effetti, una affermazione difficile da accettare passivamente.
Ma Sigman la motiva con una spiegazione scientifica che non fa una piega: i rapporti interpersonali stimolano la secrezione di molti ormoni essenziali per una vita sana, che non vengono di certo prodotti inviando e-mail o chattando.
Addirittura 209 dei nostri geni, inclusi alcuni coinvolti nella risposta immunitaria allo stress, si comportano diversamente a seconda dei livelli di interazione sociale di una persona.
Questo vale sia per gli adulti sia per i bambini, i quali corrono anche il rischio di non sviluppare appieno le loro prerogative sociali e di non imparare l'importanza del linguaggio del corpo, che solo il gioco con i coetanei può dare. D'altronde, ricorda lo studio, in meno di 20 anni si è triplicato il numero di persone che si definiscono sole e di certo i mezzi di comunicazione virtuale hanno contribuito a questo record. Ma non è tutto. Sempre dall’Inghilterra ci arriva fresca fresca un’altra ricerca altrettanto allarmante. L’uso costante, quotidiano e prolungato di Facebook può portare all'infantilismo del cervello e all'obesità, in quanto cambia il funzionamento del cervello. Lo sostiene la neurologa Susan Greenfield, direttrice del Royal Institution, prestigiosa organizzazione di educazione scientifica con sede a Londra.

obesita'
— L’esperta, nel corso di un seminario scientifico presso la Camera dei Lord, ha dichiarato che l’attività della corteccia pre-frontale, una regione del cervello molto sofisticata, può essere seriamente danneggiata se non utilizzata correttamente. In pratica, il cervello si ‘infantilizza’ e le persone tendono a diventare più imprudenti e impulsive.
Ed è proprio ciò che avviene nel momento in cui si predilige come principale strumento di comunicazione il computer, in quanto l’individuo, spiega Greenfield, fa sempre più fatica a imparare dai propri errori. Meccanismo questo indispensabile per sviluppare armoniosamente la propria personalità e la propria capacità di adattamento.
Per spiegare il collegamento tra Facebook e il rischio obesità la neurologa spiega come dipenda dall'adrenalina immessa in circolo e dalla dipendenza che si crea quando ci si siede davanti al computer e si è in contatto con altri utenti. In questa situazione si riduce la curva dell'attenzione e si é portati a mangiare in eccesso cibi poco salutari e ricchi di calorie, senza minimamente pensare alle conseguenze che questa alimentazione senza regole può avere sul proprio fisico.......fonte: gazzetta.it/Fitness

sabato 17 ottobre 2009

Spegni la sigaretta, il fumo ti uccide. Fai sport!

I benefici dell’attività sportiva sono da tempo ampiamente documentati dalla letteratura scientifica che evidenzia come il monossido di carbonio, il prodotto della combustione delle sigarette, leghi l’emoglobina più facilmente dell’ossigeno formando la carbossiemoglobina - presente nel sangue dei fumatori da 2 a 15 volte in più rispetto a chi non fuma -, un composto che riduce l’apporto di sangue ossigenato ai tessuti, compromettendo enormemente la resistenza fisica.

La nicotina, ingrediente attivo del tabacco, invece, aumenta la viscosità del sangue e induce la vasocostrizione arteriosa periferica.

Ne deriva una diminuzione del flusso ematico ai tessuti, compreso quello muscolare, e quindi una riduzione del rendimento sportivo. Non trascuriamo il cuore! Si calcola che per ogni sigaretta fumata la vita si accorci di 7 minuti.
Il fumo di sigaretta rappresenta un indice predittivo molto forte di rischio coronarico. L’incidenza di infarto cardiaco è 5 volte superiore nei fumatori rispetto ai non fumatori. Per non parlare poi dei polmoni.

E’ stato osservato che 15 aspirazioni di fumo nell’arco di 5 minuti causano un aumento delle resistenze polmonari di tre volte, in condizioni di riposo.

L’aumento di resistenza permane per 35 minuti in media e come tale interferisce con il lavoro respiratorio: aumenta il dispendio energetico della respirazione, gravando sul consumo d’ossigeno totale ed interferendo con le necessità metaboliche dei muscoli periferici che lavorano. Pertanto ciò costituisce un limite alla possibilità di compiere un qualsiasi lavoro.

Se il fumo danneggia, riducendola, la performance sportiva, dal canto suo lo sport agisce aiutando chi vuole combattere la propria dipendenza dalla sigaretta.
Come la nicotina stimola il sistema nervoso centrale affinché rilasci i mediatori del benessere (serotonina, dopamina, noradrenalina), lo stesso fa lo sport: funge da stimolo per la liberazione in circolo degli stessi mediatori ed è utile per vincere le crisi d’astinenza. Inoltre, l’esercizio fisico risulta un’ottima valvola di sfogo per incanalare ed eliminare tensioni e stress accumulati nel corso della giornata.
Chi pratica attività fisica, a seguito delle modificazioni biochimiche ed ormonali indotte nell’organismo dall’allenamento, tende ad essere più sereno e soddisfatto rispetto ai soggetti sedentari, a godere di un miglior benessere psicologico ed a presentare una maggiore vitalità e gioia di vivere......fonte: .gazzetta.it

Gli INTEGRATORI secondo il Ministero della Salute

Gli integratori alimentari sono definiti dalla normativa che li disciplina (Direttiva 2002/46/CE, attuata con il decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169) come: “prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate”.

Gli integratori alimentari sono solitamente presentati in capsule, compresse, bustine, flaconcini e simili, e possono contribuire al benessere dell’organismo ottimizzando lo stato nutrizionale oppure contribuendo al benessere con l’apporto di nutrienti o sostanze di altro tipo.
L’immissione in commercio è subordinata alla procedura di notifica dell’etichetta al Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Una volta superata tale procedura, i prodotti sono inclusi in un apposito elenco con uno specifico codice, i cui estremi possono essere riportati nella stessa etichetta.
A livello nazionale, le linee guida ministeriali sugli integratori alimentari contemplano una serie di disposizioni per quanto riguarda gli apporti di vitamine, minerali, aminoacidi, acidi grassi, fibra alimentare, probiotici. E’ tuttora in corso a livello comunitario la definizione dei livelli di apporto ammessi per le vitamine e i minerali, mentre non vi sono ancora riferimenti armonizzati per quanto concerne l’impiego degli altri nutrienti e delle sostanze di altro tipo.

Gli estratti vegetali impiegabili negli integratori, per alcuni dei quali sono previste specifiche avvertenze da riportare in etichetta, sono pubblicati sul sito web del Ministero insieme all’elenco di piante ritenute non ammissibili per il particolare profilo di attività.

E’ importante sottolineare che una sostanza, per poter essere usata in un integratore alimentare, deve aver fatto registrare in ambito UE un pregresso consumo significativo come prova di sicurezza. Se non ricorre tale condizione, la sostanza si configura come un nuovo ingrediente (“novel food”) o un nuovo prodotto alimentare ai sensi del regolamento (CE) 258/97 e, pertanto, un eventuale impiego anche nel solo settore degli integratori richiede una preventiva autorizzazione a livello comunitario.
Inoltre, se il pregresso consumo è avvenuto con i soli integratori, l’aggiunta della sostanza agli alimenti porta comunque ad applicare a questi ultimi il regolamento (CE) 258/97 per la nuova situazione di consumo che si determina, da rivalutare in relazione all’aumento delle fonti disponibili della sostanza in questione e dei livelli di esposizione da parte dei consumatori.

Nell' elenco delle sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico sono incluse alcune delle sostanze impiegabili negli integratori, fermo restando quanto previsto dal Regolamento (CE) 258/97 sui nuovi prodotti e i nuovi ingredienti alimentari.
Nella lista, che non è comunque esaustiva, sono riportati sia l’ambito di riferimento per l’attribuzione di effetti nutritivi o fisiologici, in attuazione dell’art. 6, comma 4, lettera f) del decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169, sia gli eventuali apporti massimi, qualora definiti.

Gli effetti nutritivi o fisiologici vanno espressi compatibilmente con il modello dell’omeostasi, secondo i criteri definiti dal Consiglio d’Europa.

Al Ministero compete in ogni caso la valutazione da parte di ciascun integratore,l’ammissibilit
à dei contenuti, degli apporti e degli effetti dichiarati, a seguito della notifica ai sensi dell’art. 10 del decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169, nonché quanto previsto dal Regolamento (CE) 1924/2006 sulle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite per i prodotti alimentari.

Mondo Integratori : LA GLUTAMINA

Cos'è la glutammina ?
La glutammina innanzi tutto è un aminoacido non essenziale che il nostro corpo è in grado di produrre da solo: allora perché assumerne , ci chiederemo tutti ? Non voglio annoiarvi a dilungarmi sulle note tecniche di tale integratore, parlerò invece come di consueto sulle statistiche di molti atleti che l'hanno assunto, faremo una percentuale di successi e insuccessi , sui dosaggi e le sinergie con altri integratori per potenziarne l'efficacia.
Allora diciamo che la glutammina ci aiuta a superare quella sensazione di stanchezza psicofisica tipica di chi si allena duramente , svolgendo un'azione a livello muscolare di smaltimento delle tossine provocati da estenuanti allenamenti , favorendo inoltre la stimolazione del sistema immunitario.

Quanta prenderne ?
Le modalità che hanno dato più riscontro sono delle dosi di 1 o 2 g . somministrate per 5 , 7 volte nell'arco di una giornata , quindi circa 6 , 14 grammi giornalieri .
Non spaventatevi, pensate per esempio che la glutammina viene usata per i malati di aids con dosi di 50 ,60 g al giorno.

I risultati
Dopo un mese l'80% ha notato che i muscoli si sono non dico ingrossati , ma diventati qualitativamente più vivi e compatti ; un 10 % invece a manifestato un calo del tessuto adiposo, è un altro 10% un veloce recupero tra un allenamento e l'altro . Altri atleti hanno avuto incoraggianti risultati abbinandola con della Taurina e Creatina : riscontro questo del 70% .

In poche parole questa glutammina
sembra proprio funzionare ed in effetti ci può preservare dal rischio di sovrallenamento , essendo appunto per buona parte utilizzata come carburante dalle cellule immunitarie , oltre ad una buona correlazione tra aumento della concentrazione di Glutammina nel tessuto muscolare e l'incremento di sintesi proteica nel muscolo.


fonte: gymnica.it

sabato 10 ottobre 2009

Consigli per rassodare il tuo seno

Il seno, inteso come mammella e non esclusivamente quale solco di separazione, è rappresentato da una ghiandola per ognuno dei due seni, caratteristica dei mammiferi. Ipotrofica nel maschio e particolarmente sviluppata nella femmina è destinata alla secrezione del latte per l’alimentazione dei piccoli, nel primo periodo di vita. Nel corso dell’evoluzione, precisamente nel periodo di passaggio da quadrupedi a bipedi, la specie umana di sesso femminile, ha modificato sostanzialmente l’aspetto estetico del seno, dalla forma a pera, tipica delle scimmie antropomorfe e della pressoché totalità dei mammiferi, alla forma sferica, tipica del deltoide gluteo umano.

Per quale motivo? La stazione eretta ha celato (nascosto) i glutei, così evidenti nei quadrupedi. Fu necessario elaborare un sistema di segnalazione a distanza di pari efficacia per il maschio, denominato: auto mimesi sessuale. E’ interessante rilevare che il seno a pera, considerato “brutto” favorisce l’allattamento, contrariamente a quello pieno e sferico, considerato “molto bello e attraente”. Questo particolare è ben noto alle neo mamme con seno bello e sferico, che allattano premendo con le dita sul seno in prossimità delle narici del piccolo durante l’allattamento, allo scopo di consentire suzione e respirazione, contemporaneamente.

Il seno è costituito da una massa lipidica contenente principalmente al suo interno la ghiandola mammaria ed i dotti galattori, il tutto sopra i muscoli pettorali. Il solco sottomammario si forma inferiormente per effetto della gravità.

Le dimensioni e la forma del seno sono determinate geneticamente e direttamente proporzionali alla percentuale lipica;
è rarissimo, se non impossibile presentare glutei, quadricipiti definiti, addominali scolpiti e seno di grandi dimensioni. L’esperienza maturata nelle preparazioni atletiche per Miss Fitness, ha evidenziato come lo stress nutrizionale, “svuoti” velocemente il seno delle ragazze.

Una dieta bilanciata con un deficit calorico non eccessivo, contenuto entro il 10/15% del consumo totale, accompagnata da sessioni d’allenamento moderato,
dal punto di vista del volume di lavoro settimanale, permette una riduzione di grasso generale, con assai meno cali del volume del seno. L’allenamento dovrebbe riguardare prevalentemente il pettorale costale e quello sternale, zone sulle quali il seno poggia. Il pettorale clavicolare è situato sopra il seno; per questo motivo una sua spiccata tonicità, allontana dai canoni estetici femminili e altera le proporzioni. In sostanza fa sembrare il seno più piccolo e la regione toracica: più maschile.

GLI ESERCIZI: Evitando quelli di potenza come: distensioni con manubri, bilancieri, macchine ecc.
Consiglio:
- Croci con manubri su panca piana, ampi movimenti con padronanza stilistica.
- Croci ai cavi incrociati (90° fra arti superiori e tronco).
- Pull over su panca piana, eseguito con un manubrio, elevazione dello sterno in fase attiva e negativa.
-Esercizi per dorsali, rotondi e rotatori interni delle scapole: trapezio centrale ecc.
Questi movimenti favoriscono la retroposizione delle spalle, l’elevazione dello sterno, la postura e conseguentemente l’impatto estetico del seno. (un seno di modeste dimensioni sembrerà più grande.
- Lat machine avanti tranzibar.
- Trazioni alla sbarra con aiuto (ideale un compagno che ti tiene le caviglie incrociate, aiutandoti nella salita). Quest’ultimo esercizio è impegnativo, difficile ma eccellente riguardo ai risultati.
- Pulley a 45°.
Questi ultimi esercizi sono oltremodo indicati per tutte le ragazze che hanno la tendenza a stare con le spalle in avanti, anteposte.
fonte: body-shop.it/

Salta la corda come Madonna

Se siete alla ricerca di un esercizio semplice, che faccia bruciare molte calorie rapidamente e che non richieda una costosa attrezzatura, il salto con la corda può essere la soluzione.
Saltare con la corda fa bruciare fino a 200 calorie in un quarto d'ora, migliora la coordinazione e aumenta la capacità polmonare e la resistenza cardiaca.
Madonna a Nizza ha saltato con la corda

Come saltare
Saltare con la corda è solo una questione di coordinazione, quindi non è necessaria una particolare abilità fisica.

1. Per prima cosa se siete principianti, iniziate allenandovi a saltare da fermi senza utilizzare la corda, per acquistare sensibilità e abituarvi a mantenere un ritmo costante.
2. Le prime volte viene spontaneo guardarsi i piedi, ma non serve a nulla. Per concentrarvi è preferibile che fissiate un punto di fronte a voi.
3. Tutta la muscolatura dovrà essere rilassata, la scioltezza è necessaria per avere la giusta coordinazione.
4. Mantenete la schiena eretta, e non piegatevi in avanti.
5. I gomiti dovranno essere il più possibili aderenti al corpo e le braccia immobili.
6. Il movimento rotatorio della corda deve essere creato con il solo movimento dei polsi.
7. Il salto va fatto sulle punte dei piedi, sfruttando la muscolatura dei polpacci.
8. Più si riesce a fare salti bassi, più sarà possibile aumentare la frequenza dei salti.

Alcune varianti
Quando avrete acquisito un po' di pratica, potete provare ad effettuare con la corda alcune coreografie di sicuro effetto.
Ad esempio la più classica è quella di incrociare gli avambracci tra un salto e l'altro (stile Silvester Stallone in Rocky), oppure i doppi salti.
Provate anche ad allenarvi saltando alternativamente su una gamba sola, questo esercizio vi permette di potenziare maggiormente la muscolatura.